Screenshot

L’idea di sfruttare l’energia delle onde per produrre elettricità non è nuova. Ma di fronte all’urgenza climatica e alla necessità di ridurre la nostra dipendenza dalle energie fossili, questa idea sta vivendo una nuova fase di interesse (Aujourd’hui)

In Francia, l’Ifremer (Istituto francese di ricerca per lo sfruttamento del mare) e diverse aziende private stanno sviluppando dispositivi innovativi per catturare l’energia del moto ondoso. È il caso di CorPower Ocean, una società svedese che ha testato con successo al largo del Portogallo il suo galleggiante gigante C4. Questo sistema, capace di resistere a onde di 18 metri, potrebbe alimentare in elettricità da 200 a 300 case. Battezzato C4, l’imponente macchina galleggiante, che misura quasi 20 m di altezza e 9 m di diametro alla base ha resistito a tempeste successive, con onde di 18 m, ma ha anche prodotto elettricità in condizioni di mare calmo.

La tecnologia utilizzata nelle viscere di questo galleggiante permette di raddoppiare, in un movimento verticale, l’ampiezza dei movimenti delle onde grazie a un sistema di energia cinetica inventato dall’azienda e che, secondo quest’ultima, permette di aumentare del 300% il rendimento della sua boa rispetto a quelle già concepite in passato. I test in mare hanno permesso di validare questo principio detto “di colonna a oscillazione verticale” e la sua capacità di fornire l’equivalente dei bisogni annui di 200-300 famiglie in elettricità. L’Ifremer sta testando, dall’ottobre 2023 al largo della rada di Brest, a Sainte-Anne du Portzic (Finistère), un sistema di produzione simile, incarnato da uno strano cilindro giallo di 3,50 m di lunghezza ancorato al fondo marino da due ancore. Il principio è quasi lo stesso, questa volta con un flusso d’aria generato all’interno del cassone che fa girare una turbina che produce elettricità. Ancora allo stato di prototipo, questo cilindro è già riuscito a non subire i colpi della tempesta Ciaran, che ha imperversato alla fine di ottobre 2023 con venti a più di 150 km/h e onde di 3 m nella rada. Nella sua versione definitiva, quattro volte più imponente, potrebbe produrre tanta elettricità quanto una turbina eolica, a condizione di essere associato in una catena di dieci dispositivi in totale. Si sta anche testando a Brest un cilindro giallo sommerso chiamato Wavepiston. Questo prototipo ha già dimostrato la sua resistenza alle tempeste e potrebbe, nella sua versione definitiva, produrre tanta elettricità quanto una turbina eolica.

L’energia del moto ondoso presenta numerosi vantaggi: è rinnovabile, pulita e disponibile in abbondanza lungo le coste di tutto il mondo. Inoltre, le installazioni del moto ondoso, a differenza delle turbine eoliche offshore, hanno un impatto visivo ridotto e non occupano spazio sul fondo marino. Tuttavia, restano delle sfide da affrontare prima di poter sfruttare appieno questa fonte di energia. È necessario sviluppare tecnologie ancora più efficienti e ridurre i costi di produzione. Inoltre, è importante considerare l’accettabilità sociale dei progetti di energia del moto ondoso e garantire che non danneggino l’ambiente marino. Nonostante queste sfide, l’energia del moto ondoso ha un potenziale enorme per contribuire alla transizione energetica. Secondo il Consiglio Mondiale dell’Energia, potrebbe soddisfare quasi il 10% della domanda mondiale di elettricità se sfruttata su larga scala.